Come scegliere la penna stilografica in base al proprio stile

Il primo passo per scegliere la penna stilografica è prendere in considerazione il proprio stile di scrittura. Infatti, le differenze sostanziali tra le varie penne stilo sono dovute ai diversi pennini utilizzati e ad ogni pennino corrisponde uno stile di scrittura. Vediamo insieme allora alcuni consigli per trovare la penna stilografica più adatta.

Quando si tratta di scegliere una stilografica, sia per sé che per regalarla, di sicuro l’occhio vuole la sua parte. L’estetica della penna, quindi, gioca un ruolo fondamentale, soprattutto per un oggetto come la stilo, che ha un’eleganza innata e evoca tempi andati. Colore, forma, intarsi. Tutto concorre a rendere una stilografica più bella di un’altra agli occhi del suo futuro proprietario. Di proverbio in proverbio, però, potremmo anche dire che l’abito non fa il monaco: la penna che piace alla vista potrebbe non essere la più adatta. Infatti, si tratta pur sempre di un oggetto con una finalità precisa: scrivere. E la scrittura, soprattutto con una stilografica, è qualcosa di molto personale. C’è chi impugna la penna con forza e chi ha una presa molto delicata, chi spinge sul foglio e chi lo sfiora appena. Quando si sceglie una stilografica, quindi, si deve tener conto anche e soprattutto del proprio stile di scrittura.

Tutto quello che c'è da sapere sulla penna stilografica

I consigli per scegliere la penna stilografica più adatta: il segreto è nel pennino

Partiamo da una premessa semplice ma essenziale, tutte le differenze sostanziali tra i vari modelli di stilo risiedono nel pennino. Il pennino è l’anima di una penna stilografica. Non è un caso quindi che è anche l’elemento su cui bisogna far convergere la scelta del proprio modello.

Detto ciò, il primo passo per scegliere correttamente la penna stilografica è prendere in considerazione il proprio stile di scrittura. Solo successivamente, si può veramente individuare il pennino più adeguato. Per esempio, chi è abituato a una scrittura piccola, si troverà sicuramente meglio con un pennino fine, mentre chi predilige la scrittura a caratteri grandi, può scegliere un pennino più largo.

Un'altra considerazione può invece valere per chi -quando scrive- è solito fare una forte pressione sul foglio. In questi casi, infatti, più che concentrarsi sulla grandezza del pennino, occorre invece guardare alla sua consistenza. I pennini tubolari, infatti, sono di norma più rigidi di quelli tradizionali e potrebbero quindi risultare migliori per chi scrive con un tratto più pesante.

Un caso a parte è quello dei mancini, che possono trovare pennini progettati specificamente per loro nelle stilografiche per mancini, con il taglio obliquo sulla parte sinistra che gli permette di poter trovare la giusta angolatura di scrittura senza sforzare il polso e aumentando di conseguenza la visuale.

Tutti questi accorgimenti devono comunque essere accompagnati dalla considerazione che il pennino non cambia solamente lo stile di scrittura di una penna stilo, ma anche la modalità con cui usarla correttamente. Per esempio, nel caso in cui si sceglie un pennino largo perché si è abituati a scrivere con caratteri grandi, poi si dovrà anche avere cura di tenerlo in una posizione quasi orizzontale quando si scrive per permettere all’inchiostro di bagnare completamente il pennino e garantire così un corretto funzionamento della penna.

Le tipologie di pennino più comuni

  • Extra Fine (EF).
  • Fine (F).
  • Medio (M).
  • Grande (B).
  • Extra-grande (BB).
  • Obliquo Grande (OB), ideale per un tratto spesso ma allo stesso tempo scorrevole.
  • Obliquo Medio (OM), con una particolare finitura obliqua che consente a chi scrive di provare una maggiore sensazione di scorrevolezza.
  • Left Hand (LH), il pennino adatto per i mancini.

Alla stilografica preferisci altre penne? Leggi gli approfondimenti dedicati alla biro e alla roller


Come scegliere la penna che fa per te. Un confronto tra penna a sfera, roller e stilografica

Scegliere la penna perfetta non è mai facile. Infatti, non esiste un tipo migliore delle altre in termini assoluti. Al contrario, la scelta è soggettiva: deve partire dalle specifiche caratteristiche della penna per valutare quelle che si adattano maggiormente alle esigenze personali e allo stile di scrittura. Ecco un piccolo confronto tra penna a sfera, roller e stilografico, che può essere utile per orientarsi e scegliere al meglio.

A sfera, roller e stilografica, scegliere tra le tre tipologie di penne più utilizzate

Quando si decide di comprare una penna non è mai troppo facile scegliere quella più adatta al proprio stile di scrittura e alle proprie esigenze. Questo per una ragione molto semplice: non esiste una tipologia oggettivamente migliore delle altre; ci sono invece penne che si adattano sicuramente meglio a un particolare modo di scrivere o a specifiche necessità di chi le acquista.

A partire da questa importante premessa, si può riflettere e consigliare alcuni criteri che facilitano la scelta dello strumento di scrittura perfetto. Infatti, ci sono diverse tipologie di penne che si differenziano tra loro per materiale di composizione, tecnologia di trasmissione dell’inchiostro e tipo di scrittura. Oggi le tre più utilizzate sono:

Ovviamente, il primo incontro che si ha con una penna è quello visivo. Per questo, l’estetica è fondamentale per innamorarsi di una penna, ancora prima della sensazione che provoca al tatto, ovvero quando si entra in contatto col materiale di composizione. Detto ciò, al di là dell’estetica e della sensazione di comodità o scomodità che trasmette una penna, è importante anche conoscere le caratteristiche (per le meno quelle principali) delle tre tipologie per capire quale può essere quella più adatta al proprio stile di scrittura e alle proprie esigenze.

Un confronto tra stilo, roller e penna a sfera

Attualmente, nel mondo le penne più utilizzate sono quelle a sfera, conosciute anche come “biro” per lo scrittore ungherese, László Bíró, che contribuì alla loro invenzione negli anni ’40. Il cuore di questo tipo di penna è la sfera, una pallina di acciaio, levigata minuziosamente con un diametro massimo di 1.6 mm che “riceve” l’inchiostro depositato nella cannuccia (il serbatoio) attraverso una ghiera di minuscole creste. Proprio questo meccanismo molto semplice ed agile ha reso la penna biro la più usata in tutto il mondo. Generalmente, questo tipo di penna è consigliato perché si adatta a molti materiali, l’inchiostro si asciuga rapidamente e la riserva ha una durata abbastanza lunga. Invece, un punto a sfavore è rappresentato dal fatto che a lungo andare, se si scrivono testi molto estesi, può accadere che si accumuli inchiostro attorno alla punta, col risultato che si macchia il foglio.

In linea di massima, si può quindi affermare che il punto forte della penna sfera sia la praticità dello strumento, la facilità del refill e in generale la sua semplicità. Ovviamente, queste caratteristiche del meccanismo a sfera la rendono meno attrattiva e interessante da altri punti di vista. Infatti, la penna stilografica che ha un meccanismo di trasmissione dell'inchiostro abbastanza complicato, ha anche una capacità pressoché unica in quanto a espressività e fluidità del tratto. La stilo ha una scorrevolezza maggiore rispetto alla biro e la linea del tratto è più varia: il pennino (che è la vera anima della stilografica) si stringe e si allarga in base al movimento e al polso dello scrittore. Questo, oltre a conferire bellezza alla scrittura, in un certo senso sembra anche poter mostrare, lo stato d’animo di chi scrive.

Detto ciò, la stilografica richiede una particolare cura e attenzione nella manutenzione, soprattutto se la penna non si usa con continuità. Non si può non tenere in conto questo fondamentale aspetto al momento di scegliere quale penna acquistare, così come è importante sapere che non ci si abitua facilmente a scrivere con una stilo visto che bisogna tenerla in obliquo e il pennino non deve mai trovarsi in posizione verticale rispetto al foglio. Insomma, la stilografica è sicuramente molto avanzata rispetto alla bellezza e alla varietà del tratto, ma è senz’altro è un tipo di penna poco pratica, molto esigente e delicata.

Infine, per avere un quadro completo e quindi poter scegliere al meglio che tipo di penna acquistare, non bisogna dimenticare la famosa roller. Le penne roller sono una variante delle penne a sfera. Pur adottando sempre il meccanismo di una sfera rotolante per trasferire l’inchiostro su carta, infatti, usano un inchiostro differente a base di acqua o gel, e non di olio, che permette un tratto maggiormente fluido e continuo, quindi più piacevole e anche funzionale. Tuttavia, è anche vero che l’inchiostro impiega più tempo ad asciugarsi sul foglio, il refill della penna roller dura poco, inoltre senza cappuccio l’inchiostro si secca rapidamente e la penna non scrive più. Infine, c’è un altro aspetto per cui la roller può essere sconsigliata in certi casi. Poiché l’inchiostro della roller satura molto di più la carta, se viene utilizzata per scrivere con tipi di carta più sottili, allora l’inchiostro la può trapassare, macchiando così la base e il foglio sottostante.


La manutenzione della penna stilografica: alcuni piccoli ma importanti consigli

Il peculiare funzionamento della penna stilografica garantisce una fluidità ed espressività del tratto unici, ma richiede anche una particolare cura e attenzione nella pulizia e nella manutenzione. Per questo, è importante seguire poche ma importanti regole che permettono un ottimo funzionamento e una lunga durata della penna.

Amore e pulizia: due elementi fondamentali per la penna stilografica

Gli elementi essenziali per prendersi cura della propria stilografica e garantirne così un ottimo rendimento e una lunga durata sono fondamentalmente due: amore e pulizia. Amore perché la penna stilografica è il mezzo con cui trasferiamo su carta i nostri pensieri, le nostre idee e le nostre emozioni. Pulizia perché come ogni strumento elegante e raffinato ha bisogno di cura e manutenzione per rendere al meglio. Per quanto riguarda l’elemento affettivo, è ovviamente difficile dare consigli e ogni persona è libera di affezionarsi alla propria stilografica come meglio crede. Per la pulizia ci sono invece alcuni piccole ma importanti regole che in ogni caso è fondamentale seguire.

Sei mancino? Ecco la stilografica più adatta a te

La pulizia della penna stilografica: le regole più importanti da seguire

Partiamo da un’importante premessa: il peculiare meccanismo di trasmissione dell’inchiostro della penna stilografica garantisce un tratto fluido elegante ed espressivo, ma richiede anche una particolare cura ed attenzione per funzionare in maniera ottimale.

La prima regola fondamentale è togliere l’inchiostro o la cartuccia se non si usa per un lungo periodo la penna stilografica, infatti, l’inchiostro potrebbe seccarsi e creare incrostazioni nell’alimentatore, impedendo così alla penna di scrivere.

Per la pulizia consigliamo esclusivamente l’utilizzo di acqua fredda, evitando altri prodotti o solventi che potrebbero invece rovinare la penna stilografica. Se la penna è a stantuffo o con altri metodi di caricamento diretto, l’operazione consiste in caricare e scaricare il serbatoio, fino a quando l’acqua non uscirà completamente pulita. Invece, se la penna è a cartuccia, si può lasciare scorrere direttamente l’acqua dal rubinetto. In ogni caso, se non si riesce a rimuovere tutte le incrostazioni, allora è consigliabile lasciarla “a mollo” in acqua fino a quando è necessario. Fermo restando, che se la penna ha parti in metallo, è fortemente sconsigliato lasciarla in acqua per molto tempo.

Se le operazioni di pulizia “casalinghe” non sortiscono gli effetti sperati (e la pena continua a funzionare male), il nostro consiglio è di contattare un centro specializzato che potrà eseguire la pulizia professionale e controllare inoltre se il problema è dovuto ad altri fattori. Un errato allineamento del pennino, per esempio, potrebbe essere la causa del malfunzionamento.

Leggi anche gli approfondi,enti dedicati alla penna a sfera e alla roller

Alcuni piccoli accorgimenti da seguire per prendersi cura della propria stilografica

La posizione migliore per far riposare la penna è tenerla in verticale, con il pennino rivolto verso l’alto. Quando si ricarica la penna stilografica a stantuffo o converter, dopo averla estratta dalla boccetta, un consiglio molto utile è far uscire 4/6 gocce prima di utilizzarla.

Un accorgimento importante da seguire è anche l’asciugatura minuziosa del pennino dopo l’utilizzo dell’alimentatore (il condotto), preferibilmente con un panno di cotone o un foglio di carta assorbente. Un’attenzione particolare meritano i modelli con pennino corazzato: in questi casi l’inchiostro in eccesso potrebbe non vedersi perché presente all’interno dell’impugnatura. Bisogna quindi mettere la penna in verticale e far scendere l’inchiostro prima di asciugarlo.

Infine, uno degli errori più comuni -da evitare assolutamente- è quello di provare ad addrizzare o riparare da soli il pennino quando viene danneggiato da un urto o da una caduta. Infatti, riparare un pennino è un’operazione delicata e per questo occorre affidarsi a un professionista ed evitare di fare da sé, si potrebbero fare ulteriori danni!


Penna stilografica per mancini

La penna stilografica per mancini

È universalmente riconosciuto che la penna stilografica ha un tratto unico in quanto a espressività e fluidità. La qualità del tratto è dovuta principalmente al sistema di trasmissione dell’inchiostro su foglio attraverso il pennino, che è la vera anima della stilografica. Per i mancini è stato progettato un apposito pennino, che grazie al taglio obliquo sulla parte sinistra permette anche a chi scrive con la mano sinistra di trovare il giusto angolo di scrittura.

Le caratteristiche della penna stilografica

La caratteristica principale della penna stilografica è la fluidità e l’espressività del tratto. Grazie a un innovativo sistema di distribuzione dell’inchiostro dalla cannetta (serbatoio) al pennino, infatti, la stilografica è in grado di trasmettere sul foglio l’inchiostro in modo omogeneo e compatto. La vera anima della penna stilografica è infatti il pennino: costruito con materiale pregiato permette la morbidezza e l’eleganza del tratto. Per questo, le tipologie di stilografiche si differenziano precisamente in base al tipo di pennino che utilizzano, che determina poi lo stile della scrittura. A un tipo di pennino più grande, corrisponde un tratto più spesso, mentre i pennini più piccoli sono indicati per chi predilige un tratto più fino.

La stilografica per mancini

Un’altra caratteristica fondamentale della penna stilografica è che non deve essere mai utilizzata verticalmente. Al contrario, il pennino va appoggiato sul foglio in modo obliquo a 45°; questo per permettere un passaggio ottimale dell’inchiostro sul foglio. Ovviamente, con i pennini tradizionali i mancini fanno difficoltà enormi a tenere il giusto angolo di scrittura. Perciò, sono stati ideati pennini speciali, che presentando il taglio della punta obliquo a sinistra facilitano la scrittura ai mancini. Tutte le altre componenti (cannetta, fermaglio, involucro di protezione…) sono speculari alla penna stilografica tradizionale. Quindi, cambia solamente il pennino.

Il pennino per mancini non risolve purtroppo il problema di sporcarsi con l’inchiostro fresco. Detto ciò, l’obiettivo raggiunto grazie alla progettazione di penne stilografiche per mancini è quello di uno sforzo nettamente minore per chi scrive con la mano sinistra. Questo perché con il pennino tradizionale il polso era obbligato a tenere una posizione innaturale e alquanto scomoda. Inoltre, il pennino con il taglio obliquo a sinistra consente una maggiore visuale a chi scrive, che può così finalmente vedere chiaramente e senza sforzi quello che sta scrivendo.


inchiostro nero

Inchiostro per le penne stilografiche, come sceglierlo

Gli inchiostri per scrivere sono particolari preparati, composti da soluzioni di coloranti o sospensioni di pigmenti, pensati appositamente per essere usati con la penna. Sul mercato c’è una grande varietà di inchiostri per le stilografiche, che si differenziano per tempi di asciugatura, sfumature, fluidità e delicatezza. Ecco alcuni consigli per realizzare al meglio la propria scelta.

Cos'è l'inchiostro per stilografiche

L’inchiostro è essenzialmente un preparato composto da soluzioni di coloranti o sospensioni di pigmenti, che può avere una consistenza variabile, da liquida a pastosa. Il risultato di questo preparato è quel fluido a tutti noi noto che ha la caratteristica principale di fissarsi su determinati materiali, come per esempio la carta, attraverso l’uso di strumenti che possono essere i più disparati: dalla penna stilografica alla stampante, passando per il timbro.

In questo senso, gli inchiostri per scrivere sono quei preparati che non sono prodotti per dare traccia attraverso la stampa. Al contrario, si usano con la penna, che a seconda della tipologia presenta uno specifico meccanismo di diffusione dell’inchiostro, dal serbatoio alla carta, passando per il pennino. Ovviamente, le qualità fondamentali dell’inchiostro per scrivere devono essere – tra le altre- la rapidità nei tempi di essiccazione, la nitidezza del tratto, la scorrevolezza e l’inalterabilità del colore.

Oggi, sul mercato è possibile trovare una grandissima varietà di inchiostri per penne stilografiche che si differenziano tra loro per colore, tono, sfumature, tempo di asciugatura, tipo di contenitore (che a seconda della forma e del design può rendere più o meno facile la ricarica del serbatoio).

Scegliere l’inchiostro per le penne stilografiche

Il punto di forza della penna stilografica (che la differenzia nettamente dai modelli roller o a sfera) è la qualità del tratto, unico in quanto a espressività, eleganza, fluidità e scorrevolezza. Proprio per questo, ci sono tantissimi tipi di inchiostro differenti per la penna stilo, che consentono un’ampia scelta in linea con le caratteristiche di ricercatezza e sofisticata eleganza di questo strumento di nicchia.

A seconda del modello, l’inchiostro per la stilografica può essere fornito al serbatoio con una cartuccia, un contagocce, o con altri sistemi di trasmissione abbastanza specializzati. Quando ci si appresta a scegliere un inchiostro tra i tanti a disposizione, bisogna anzitutto evitare di scegliere modelli troppo economici. Un inchiostro non buono potrebbe inficiare le ottime capacità della stilo. Certo, nemmeno si tratta di scegliere sempre e comunque l’opzione più cara. Piuttosto, per andare sul sicuro, occorre prendere in considerazione alcuni importanti aspetti che consentono di valutare al meglio le qualità dell’inchiostro.

Le caratteristiche fondamentali per un buon inchiostro sono fluidità e delicatezza. L’inchiostro deve poi garantire una rapida asciugatura, scorrevolezza e non deve assolutamente corrodere il materiale con cui entra in contatto. Inoltre, aspetti fondamentali sono anche la resistenza all’acqua, la saturazione e la permanenza su carta. Tutti questi elementi sono da valutare, prendendo comunque in considerazione che l’inchiostro per le stilografiche può essere nero o colorato e che anche questo influisce sulle caratteristiche del tratto.

Proprio per la complessità della scelta e le diverse componenti tecniche di cui occorre essere a conoscenza, spesso, la soluzione migliore quando si deve acquistare un inchiostro per la propria stilografica è rivolgersi a un punto vendita specializzato in grado di fornire tutta l’assistenza e i consigli necessari.

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Pennino

Il pennino, cuore della penna stilografica

Il pennino è la vera anima della penna stilografica. Costruito generalmente con materiale pregiato, e coronato da una punta arrotondata in metallo, è sicuramente la parte più importante della penna perché determina lo stile e la qualità del tratto. Proprio per questo, esistono diverse tipologie di pennini per stilografiche, che si differenziano tra loro prevalentemente (ma non esclusivamente) in base alla grandezza della punta.

Che cos’è il pennino?

I componenti essenziali di una penna stilografica sono il serbatoio (la cannetta) e il pennino, da cui l’inchiostro fuoriesce sul foglio. Senza dubbio, proprio l’innovativo sistema di distribuzione dell’inchiostro tra cannetta e pennino rappresenta l’elemento di qualità che consente alla stilografica di raggiungere un tratto unico in quanto a fluidità ed espressività. Ad ogni modo, però, lo stile inimitabile della stilografica è dato dal pennino, che è il vero cuore di questo tipo di penna.

Il pennino è costruito generalmente con materiale pregiato; nei modelli più importanti e costosi può essere fatto anche di oro

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All’estremità, il pennino è coronato da una punta arrotondata di iridio, un materiale del gruppo del platino, che viene saldata e poi minuziosamente levigata. Ovviamente più il materiale con cui è composto il pennino è pregiato e più dona morbidezza ed eleganza al tratto della scrittura a mano.

Perché è così importante?

Quando si scrive, la penna stilografica non deve mai essere in posizione verticale. Al contrario, la stilo va tenuta in diagonale, cercando di formare un angolo a 45° tra il pennino e la superficie di scrittura. Infatti, con la pressione che si esercita sulla penna, l’inchiostro esce automaticamente sul foglio e per evitare di macchiare la carta occorre trovare la giusta posizione. Il pennino è così importante proprio perché è lo strumento con cui l’inchiostro viene trasmesso dal serbatoio al foglio. Ne consegue che lo stile della scrittura e la qualità del tratto di una stilografica variano principalmente in base alle caratteristiche del pennino.

Appassionato di penne? Leggi anche l’approfondimento dedicato alla penna a sfera

Diverse tipologie di pennino

Una delle regole fondamentali per scegliere una stilografica è che il tipo di pennino deve adattarsi allo stile di scrittura di chi utilizza la penna.

Una persona che tende a scrivere con un tratto spesso, per esempio, si troverà meglio con un pennino più largo, al contrario chi è abituato a scrivere con un tratto più piccolo, dovrà trovare un pennino più fino. Per queste ragioni ci sono varie tipologie di pennino.

La differenza tra i vari tipi di pennino è dovuta prevalentemente alla diversa grandezza della loro punta, ma non solamente.

Qui di seguito, le tipologie di pennino più comuni:

  • Extra Fine (EF).
  • Fine (F).
  • Medio (M).
  • Grande (B).
  • Extra-grande (BB).
  • Obliquo Grande (OB), che consente quindi di ottenere un tratto spesso ma comunque scorrevole.
  • Obliquo Medio (OM), con una particolare finitura obliqua pensata per aumentare la sensazione di scorrevolezza.
  • Left Hand (LH), ovvero il pennino specifico per i mancini.

Prendersi cura del pennino

La pulitura del pennino è un’operazione essenziale per garantire il buon funzionamento della penna stilografica. Nel caso in cui non si faccia un uso quotidiano o comunque continuativo della stilo, il pennino va pulito almeno ogni tre mesi. Altrimenti il rischio è che l’inchiostro si secchi, di conseguenza la penna scriverà male oppure non scriverà più.

Una volta smontata la penna, bisogna estrarre la cartuccia di inchiostro e pulire il pennino. La prima regola fondamentale per farlo correttamente è usare solamente acqua a temperatura ambiente, senza utilizzare nessun altro prodotto o solvente, ché potrebbe danneggiare la penna. Infine, occorre asciugare il pennino con la massima cura. Se dopo il primo lavaggio il pennino continua ad essere sporco, va lasciato in acqua “a mollo”, ricambiando acqua con pulita, fino a quando non fuoriesce completamente l’inchiostro.

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roller

La penna roller

La penna roller è una variante della penna a sfera (conosciuta anche come penna biro). Utilizza un inchiostro a base di gel o acqua che permette un tratto maggiormente scorrevole, fluido e piacevole. È stata inventata in Giappone circa cinquanta anni fa e, grazie alle sue caratteristiche di penna comoda e agile, ha conquistato presto il mercato europeo e statunitense.

Penna roller: che cos’è

Le penne roller sono un’importante variante delle penne a sfera. Si differenziano da queste perché -pur adottando sempre il meccanismo di una sfera rotolante per trasferire l’inchiostro su carta- non utilizzano un inchiostro viscoso a base di olio, ma un modello differente, a base di acqua o gel, che permette un risultato per certi versi ancora migliore. Infatti, il tratto delle penne roller è famoso per essere fluido e continuo, quindi più piacevole, scorrevole e funzionale.

Sei un amante delle penne stilografiche? Leggi qui

Come funziona la penna roller?

La penna roller ha lo stesso funzionamento della penna a sfera, conosciuta anche come Biro per lo scrittore ungherese, Laszlo Biro, che la inventò negli anni ’40. L’anima della penna roller resta quindi la “famosa” pallina di acciaio, minuziosamente levigata e inserita all’interno della punta del pennino, che può avere un diametro compreso tra 0,38mm e 1.6 mm. L’inchiostro passa dal serbatoio al pennino attraverso una ghiera, con tante creste minuscole, che collega il serbatoio (la cannuccia) alla punta della penna.

La differenza fondamentale tra la penna roller e la penna a sfera -come spiegato sopra- sta quindi nel tipo di inchiostro usato. L’inchiostro liquido a base acquosa o di gel rende la scrittura molto più rapida, leggera, fluida, perché vengono assorbiti dalla carta molto più velocemente. Come vedremo più avanti, l’inchiostro della penna roller si secca molto rapidamente, ma nei modelli più raffinati è possibile ricaricare la penna in maniera agevole, il refill non richiede particolari cure ed è facile da inserire.

Gli svantaggi della penna a sfera

L’inchiostro più fluido utilizzato dalle penne roller garantisce un risultato migliore rispetto alla penna biro, ma allo stesso tempo comporta anche alcuni piccoli svantaggi. Uno degli inconvenienti più importanti è sicuramente dovuto al fatto che questo tipo di inchiostro acquoso evapora molto rapidamente. Quindi, se a la penna viene lasciata aperta senza cappuccio, oppure senza chiuderlo bene, in poco tempo resterà probabilmente a secco di inchiostro. Perciò, la roller deve avere sempre un cappuccio ermetico, che permetta una buona chiusura. Inoltre, per lo stesso motivo, è consigliata generalmente a chi scrive molto, per un uso quotidiano e costante.

C’è poi un altro aspetto per cui la penna roller può essere sconsigliata in certi la casi. Essendo molto più fluido e acquoso, l’inchiostro della roller viene assorbito in misura maggiore e di conseguenza satura molto di più la carta. Quindi, nel caso in cui venga utilizzata con tipi di carta sottili, l’inchiostro la può trapassare, macchiando così la base o il foglio sottostante.

La storia della penna roller: il successo negli Stati Uniti e in Europa

La roller è una penna abbastanza giovane, è stata inventata a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 in Giappone dalla società Ohto. Curiosamente, però, la rollerball pen non ha raggiunto il grande successo nel suo paese di origine, mentre è diventata rapidamente un prodotto popolare prima negli Stati Uniti e poi in Europa. Infatti, per le sue caratteristiche di penna agile, rapida e quindi molto pratica, la roller si presta perfettamente per lo stile di vita frenetico a cui siamo abituati nel mondo occidentale, dove oramai è diventata uno degli strumenti più utilizzati dalla popolazione.

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penna a sfera

Alla scoperta della biro, la penna a sfera

La penna a sfera, conosciuta comunemente come biro, nasce negli anni ’40 del 1900, grazie all’intuito dello scrittore ungherese László Bíró. L’autore, per superare gli inconvenienti della penna stilografica, realizza un meccanismo a sfera per rilasciare l’inchiostro su carta con tempi di asciugatura rapidi e senza macchie. Oggi la penna biro ha un meccanismo semplice ed efficace, che la rende lo strumento di scrittura più utilizzato in tutto il mondo.

Scopri di più sulla penna stilografica

Penna a sfera: che cos’è?

Originalmente ideata come alternativa affidabile alla stilografica, oggi la penna a sfera (la famosa biro, dal nome del suo inventore) è sicuramente lo strumento più utilizzato per la scrittura. A differenza della stilografica, che rilascia l’inchiostro attraverso un pennino, la biro è composta da un serbatoio interno che, attraverso una sfera metallica rotolante, deposita l’inchiostro sulla carta. Così come il pennino per la stilografica, la sfera della penna biro può avere diverse dimensioni ed è solitamente costruita in acciaio, carbone, oppure carburo di tungsteno, un materiale inorganico che è tra le sostanze più dure esistenti, usato anche per utensili da lavoro o gioielli.

La storia della biro

L’idea di un meccanismo a sfera per applicare l’inchiostro su carta con uno strumento affidabile nasce già nel XIX secolo. Più precisamente, il primo brevetto che rimanda all’idea di una penna a sfera arriva nel 1888. È il risultato del lavoro e dell’ingegno di John J. Loud, un conciatore di pelli che cercava un modo innovativo di scrivere sul cuoio, visto che le penne stilografiche con il loro pennino non lo permettevano. È da qui che prende forma il concetto di uno strumento composto da un tubo, il serbatoio contenente l’inchiostro, che poi passa sulla carta attraverso una sfera rotante.

Loud aveva così trovato il modo di scrivere su pelle, ma il suo modello di penna a sfera era ancora troppo rozzo e non permetteva di rilasciare un tratto preciso su carta. La sfera era ancora troppo grande e pesante, l’inchiostro troppo fluido non si asciugava facilmente e macchiava il foglio; per questo il suo brevetto non dà vita a un prodotto di massa.

László Bíró, l’inventore della penna a sfera

È in questo contesto che si inserisce l’intuito di László Bíró, uno scrittore e giornalista nato nel 1889 a Budapest in Ungheria e naturalizzato argentino. Bíró cercava uno strumento di scrittura più rapido e semplice della stilografica, che presentava certamente diversi inconvenienti, come i lunghi tempi di asciugatura, le macchiature sui fogli, la necessità di ricaricare frequentemente l’inchiostro.

Una leggenda narra che l’idea di adottare il meccanismo a sfera gli viene osservando dei ragazzi giocare a biglie per strada: dopo aver attraversato delle pozzanghere, le biglie lasciavano a terra dietro di loro una striscia di fango piuttosto uniforme. L’intuizione di Bíró consiste quindi in riprodurre quel meccanismo, inserendo sotto a un tubo di inchiostro una sfera rotante sul foglio di carta. Chiede allora aiuto al fratello Giorgy, chimico di professione, che dà un contributo fondamentale per la riuscita del progetto.  Infatti, se il concetto di un meccanismo a sfera per la scrittura non era totalmente nuovo, quello che stavolta lo rende effettivamente efficace è la trovata di utilizzarlo con un inchiostro più vischioso e denso, meno fluido, con una asciugatura rapida. In un certo senso, quindi, l’innovazione fondamentale di Bíró è precisamente la combinazione del meccanismo a sfera con un inchiostro ad alta viscosità, che lo scrittore di Budapest sviluppa insieme al fratello, ispirandosi a quello utilizzato per stampare i giornali.

Nel 1938, Bíró brevetta così il suo modello di penna in Gran Bretagna. Pochi anni più tardi, fuggito in Argentina insieme al fratello, forma nel 1941 i Bírós Pen of Argentina, con cui da l’impulso per la diffusione della penna a sfera in tutto il mondo. Marcel Bich, un industriale italiano naturalizzato francese, è stato fondamentale per la diffusione in Europa. Dopo aver comprato il brevetto, perfeziona infatti il modello, dando vita alla ormai famosissima penna Bic, la penna a sfera usa e getta più famosa e utilizzata oggi nel mondo.

I componenti: come funziona una penna biro

Così come il pennino è la vera anima della penna stilografica, la sfera è il cuore della penna biro. È una pallina di acciaio levigata minuziosamente, pensata nei minimi dettagli per trasferire nel miglior modo possibile l’inchiostro dal serbatoio alla carta.

La pallina è quindi perfettamente sferica, con un diametro che può andare da 0,38mm a 1.6 mm, inserita nella punta della penna sfera, che invece è solitamente composta di plastica, ottone, alpacca o acciaio inossidabile. L’inchiostro è contenuto all’interno di una cannuccia (il serbatoio) e passa sulla sfera attraverso una ghiera di minuscole creste.

Il meccanismo di fuoriuscita del refill (la ricarica) può essere a scatto e a rotazione. Il refill altro non è che un tubo in metallo che contiene l’inchiostro e termina con una sfera, che scorrendo sulla carta permette di scrivere. Quindi rappresenta il vero cuore della penna, e da quello dipendono la fluidità, la scorrevolezza e quindi la qualità della scrittura.  In linea generale, si può senz’altro dire che le penne di gamma medio-bassa sono a scatto, mentre quelle di alta gamma utilizzano il meccanismo a rotazione, che è sicuramente più preciso ed elegante.

La cosa più curiosa è che la penna biro può essere più o meno pregiata, con il meccanismo a scatto o a rotazione, rivestita di materiali preziosi e prodotta dai marchi più blasonati. La parte più importante e determinante per la scrittura, però, è proprio il refill. Si può quindi inserire un ottimo refill in una penna da pochi euro (ovviamente compatibile con il refill originale) e scrivere più piacevolmente che con una penna pregiata e un refill scadente. Certo, anche il materiale, il meccanismo, il bilanciamento, l’impugnatura e quindi la qualità (dell’involucro), della penna vera e propria, hanno la loro importanza, ma in misura minore.

La stessa cosa avviene per il roller, di cui parliamo qui.

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penna stilografica

La penna stilografica, regina di scrittura

Grazie a un peculiare sistema di trasmissione dell’inchiostro, la penna stilografica ha una capacità unica in quanto a espressività e fluidità del tratto. Il pennino rappresenta la sua vera anima e deve essere scelto in base allo stile di chi la usa. Proprio per questo è fondamentale conoscere i diversi tipi di pennino sul mercato e le loro caratteristiche, così come è importante sapere come si differenziano tra loro le diverse tipologie di penne stilografiche. E poi bisogna prendersene cura, con periodiche manutenzioni e riparazioni certificate.

La penna stilografica, un mito intramontabile e quanto mai vivo! Guai a volerla rinchiudere in un museo, la stilografica non è solo materia per collezionisti ma un oggetto da riscoprire, in questi anni fatti di pc, tablet e schermi touch. Solo ad evocarne il nome, ci si sente circondati da un’atmosfera nuova, fatta di grandi fogli bianchi attraversati da righe ordinate di inchiostro. Chiudendo gli occhi sembra quasi di sentire il profumo dei mobili di legno, delle stoffe, di una “antichità” che merita sempre di essere riscoperta, conservata e valorizzata. La penna stilografica, quindi è molto più di una semplice arma per scrittori, è un vero e proprio simbolo. Ma per conoscerla bene, meglio cominciare dal principio.

Penna stilografica: che cos’è

La caratteristica principale della penna stilografica è il sistema di distribuzione che, grazie ai principi di gravità e capillarità, collega un serbatoio pieno di inchiostro a un pennino. Infatti, è grazie a questo peculiare sistema che la penna stilografica ha una capacità unica in quanto a espressività e fluidità del tratto di scrittura. Allo stesso tempo, la penna stilo richiede una particolare cura e attenzione. Se non viene usata quotidianamente, per esempio, l’inchiostro del serbatoio potrebbe seccarsi, ostruendo il sofisticato sistema di distribuzione, che non riuscirebbe a far arrivare al pennino un flusso uniforme, indispensabile per una scorrevole e piacevole scrittura.

La penna stilografica nella Storia

Si hanno tracce di origini della moderna penna stilografica già dall’antichità. Nel 953, infatti, quando un imam egiziano chiese una penna che non macchiasse, ricevette proprio una penna composta da un serbatoio e da un pennino, da cui fuoriusciva l’inchiostro. Più tardi, nel Rinascimento, una penna di questo tipo venne descritta anche in alcuni disegni di Leonardo da Vinci.

Per quanto riguarda la sua storia moderna, invece, si può far coincidere con il 1780, anno in cui viene sviluppato un prototipo di penna stilografica da un tale Scheller, che gettò così le basi per il primo brevetto arrivato nel 1809. Poco meno di venti anni più tardi, nel 1827, anche il governo francese brevettò la penna stilografica e diede avvio a una vigorosa produzione.

Lo scoglio maggiore contro cui ci si scontrava nel perfezionamento di questo nuovo oggetto era la necessità di garantire un flusso di inchiostro uniforme: abbastanza per scrivere ma non troppo da macchiare tutto. Ne furono provate davvero di tutti i colori, sistemi complessi di valvole, sfiatatoi e rubinetti. Alla fine, si capì che l’unica soluzione possibile era affidarsi al fenomeno fisico della capillarità.

Il passaggio fondamentale verso la moderna penna stilografica consiste quindi nel superamento dei problemi legati al funzionamento del sistema di distribuzione tra serbatoio e pennino. In questo senso, fu fondamentale l’apporto di Lewis Waterman, che inventò l’alimentatore multicanale dando affidabilità e funzionalità a questo tipo di penna. Da allora, ovviamente, sono stati fatti progressi giganteschi rispetto alle modalità di alimentazione e ricarica del serbatoio. Nel 1929 la Pelikan arrivò a progettare la penna stilografica a stantuffo. Il modello a stantuffo è ancora sul mercato, anche se ovviamente molto meno utilizzato rispetto alla cartuccia, creata dalla filiale francese della Waterman, che oggi rappresenta sicuramente il sistema più usato.

Come funziona la penna stilografica

Bella a vedersi, lineare d’aspetto, la pena stilografica è in realtà una macchina ben costruita e uno strumento di scrittura non facile da maneggiare. Ci vuole rispetto!

La stilografica pezzo per pezzo

Oltre alla cannetta, che funziona da serbatoio, e al pennino da cui fuoriesce l’inchiostro, la penna stilografica è composta da:

  • l’involucro, ovvero la parte esterna, spesso composto da fusto (corpo) e cappuccio;
  • il sistema di erogazione che permette all’inchiostro di passare dalla cannetta al pennino attraverso dei minuscoli canali e poi di “scendere” sul foglio;
  • il fermaglio, inizialmente non molto utilizzato, ma che poi si è poi andato affermando col tempo, fino ad essere oggi di uso comune.

Funzionamento, utilizzo e manutenzione

Non è facile prendere confidenza con questo tipo di penna, per questo è importante fare un po’ di pratica ed esercitarsi. A differenza delle altre tipologie, la penna stilografica non deve essere utilizzata verticalmente, il pennino deve essere invece appoggiato sul foglio in modo obliquo a 45°, mantenendo la penna ferma tra pollice e indice. Con il peso della penna, una volta che si poggia il pennino, l’inchiostro uscirà automaticamente e, se il pennino è flessibile, a seconda della pressione che si esercita, si può avere un tratto più o meno largo.

Una cura e attenzione particolare è richiesta quando finisce l’inchiostro o si vuole cambiare il colore. È consigliabile sempre pulire il pennino e, quando si rimette il cappuccio, è importante mantenere la penna in verticale con il pennino rivolto verso l’alto, altrimenti l’inchiostro potrebbe uscire e provocare delle macchie. Per una conservazione ottimale della penna stilografica, quindi al di là che si finisca o no l’inchiostro, questa manutenzione dovrebbe essere eseguita più o meno ogni due o tre settimane.

Tipologie di penne stilografiche: dipende (molto) dal pennino

Il pennino può essere considerato l’anima della penna stilografica; è costruito con un materiale pregiato che dona morbidezza alla scrittura della penna. Può essere in acciaio, in oro, materiale duttile che rende morbida e scorrevole la scrittura, e da un po’ di anni anche in titanio.

Non c’è un unico modello di pennino, anzi, cambiandolo si trasforma lo stile della penna stilografica, che deve comunque adattarsi al tipo di scrittura della persona che la usa. Per esempio, una persona che tende a scrivere con un tratto spesso, dovrà cercare un pennino più largo, mentre chi è abituato a un tratto più piccolo e ad una scrittura minuta, dovrà scegliere un pennino più fino. Per questo, ci sono diverse tipologie di pennino, che si differenziano prevalentemente (ma non esclusivamente) in base alla grandezza della loro punta:

  • Extra Fine (EF).
  • Fine (F).
  • Medio (M).
  • Grande (B).
  • Extra-grande (BB).
  • Obliquo Grande (OB), che consente quindi di ottenere un tratto spesso ma comunque scorrevole.
  • Obliquo Medio (OM), con una particolare finitura obliqua pensata per aumentare la sensazione di scorrevolezza.
  • Left Hand (LH), ovvero il pennino specifico per i mancini.

Al di là dello stile di pennino che si sceglie, le penne stilografiche si possono comunque dividere in tre tipologie principali, che si caratterizzano invece per le modalità di ricarica.

  1. La penna stilografica a cartuccia è sicuramente la tipologia più comune; l’inchiostro si ricarica sostituendo direttamente la cartuccia terminata con una nuova cartuccia piena.
  2. La penna stilografica a converter. In questo caso, quando si esaurisce, la cartuccia non viene sostituita ma ricaricata di volta in volta. Così si risparmia lo spreco di una cartuccia, ma ovviamente il processo di ricarica è più complicato rispetto alla sostituzione. Il vantaggio è che, se necessario, può essere sostituito dalla cartuccia, sicuramente più pratica in alcune situazioni.

La penna stilografica a stantuffo, invece, non ha nessuna cartuccia, ma un serbatoio interno che deve essere ricaricato direttamente. È certamente la soluzione meno comoda, ma anche la più affascinante e vera; alcuni appassionati puristi non ammettono alternative!

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